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	<title>Studio Venturini</title>
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	<description>Dal 1989 al servizio delle Piccole e Medie Imprese</description>
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		<title>PA regole nuove per Stati a prova di bond</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 07:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L a pubblica amministrazione è chiamata ad ottimizzare e migliorare i servizi al cittadino a parità di entrate.  La risposta è il Web 2.0! La forza di un social network al servizio del Comune www.epart.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a id="rg_hl" class="rg_hl" style="width: 48px; height: 48px;" href="http://www.google.it/imgres?q=epart&amp;um=1&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;biw=1920&amp;bih=1053&amp;tbs=isz:i&amp;tbm=isch&amp;tbnid=M8NDUEjv7JLV7M:&amp;imgrefurl=http://www.androidzoom.com/android_applications/social/epart-mobile_occs.html&amp;docid=J1bKR8FTxMTphM&amp;w=48&amp;h=48&amp;ei=4piSTp7pHJP14QThx6yMCg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=494&amp;vpy=262&amp;dur=87&amp;hovh=48&amp;hovw=48&amp;tx=82&amp;ty=10&amp;page=1&amp;tbnh=48&amp;tbnw=48&amp;start=0&amp;ndsp=71&amp;ved=1t:429,r:2,s:0"><img id="rg_hi" class="rg_hi alignleft" style="width: 48px; height: 48px;" src="data:image/jpg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBggGBQkIBwgKCQkKDRYODQwMDRoTFBAWHxwhIB8cHh4jJzIqIyU6JR4pNzssLzIvODgwLSo3QTQ0NSw3PzUBCQoKDQsNGQ4OGTUkHiQ1NTU1NTU1NTU1NTU1NTU1NTU1NTU1NTUyNTU1NSw1NTU1NTU1NTU1NTU0NTA1NSw1LP/AABEIADAAMAMBIgACEQEDEQH/xAAbAAACAgMBAAAAAAAAAAAAAAAFBgMHAAIEAf/EADIQAAICAQIDAwkJAAAAAAAAAAECAwQABRESITEGQVETFDRhcXJzsdEVIjI1YmOBkcH/xAAZAQADAQEBAAAAAAAAAAAAAAADBAUCAQD/xAAmEQACAQMDAwQDAAAAAAAAAAABAgMAERIEBSFBccExMlGBImKR/9oADAMBAAIRAxEAPwC7LMhhqyyL1RCw/gYlPqFl3LNYkJP6jjlqB202yf2m+WJGnV/P70cIPJj94juA5nIm5s+aIp9araBVwZmHpU0Vi5O3DE88h8FJOSGezC4Wdp0J7mZhjDYY6VUVKdN5tzsEj3AG3exySDh1SgRaqvDueExuPw+tfrmRpGvhmcvu1aOpFssPx+r0BFlljLrLIGA3B8ofrjTVkMtZHPUjES3J5lNNXkbcxsV9uPNH0GL3cPt0hcup6W80HXIFCkdb+K11L8rtfBf5HEfs1MlfWU8oxUSAxhvAnpjxqXPS7Xwm+RyuYhzxLeJTFNE46Uztqh4ZFPWnnWZb9WKL7PjV1O4deEsw8O/OavJr09cuBWhIPJJEIJwbB2kuRRorBJeDozb8R9p3zyz2huzIyoUg4upjHP8As9MG+46dmMmbD9RXF0sqjDFe9BtVeebU53tKqzcWzhegIG3+ZYlH0GL3criYc8sej6DF7uF2R82lb5t5r26Cyxjv4qYgEEHocEP2WoNIWCFd+4EgYYzMvSRRycOoPcXqQsjp7TalXW9CShWWevxFQdnBO+3rzn0PTI9Skk8rvwr4HG6xAtmu8Ug3VxscA9m4JaV61XlRhwnkxHI5Ifb4l1iviMSDxbi9vin11TnTsuXI/tq6R2VohgSrHbxY4XRBGgVeg5DNszK8cUcfCKB2FINI7+43r//Z" alt="" width="48" height="48" /></a> L<span class="rg_ctlv"> </span>a pubblica amministrazione è chiamata ad ottimizzare e migliorare i servizi al cittadino a parità di entrate.  La risposta è il Web 2.0!</p>
<p>La forza di un social network al servizio del Comune <a title="ePART" href="www.epart.it" target="_blank">www.epart.it</a></p>
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		<title>Innovazione: la nuova teologia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 10:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[the economist]]></category>

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		<description><![CDATA[In 10 è anni è cambiato tutto. Bolle speculative, la crisi finanziaria, la globalizzazione, la green economy, l&#8217;energia e le modalità di impiego, le energie alternative, le telecomunicazioni, gli operatori che ormai forniscono soluzioni non più ai bisogni, ma ai grappoli di bisogni, tutto è diventato integrato, il web, l&#8217;uso dell&#8217;IT, i blog, i social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">In 10 è anni è cambiato tutto. Bolle speculative, la crisi finanziaria, la globalizzazione, la green economy, l&#8217;energia e le modalità di impiego, le energie alternative, le telecomunicazioni, gli operatori che ormai forniscono soluzioni non più ai bisogni, ma ai grappoli di bisogni, tutto è diventato integrato, il web, l&#8217;uso dell&#8217;IT, i blog, i social network, google, facebook, l&#8217;open source, microsoft comincia ad avere paura, l&#8217;iphone, il social mobile, l&#8217;ipad, gli ebook, le riviste online, &#8230; Prendendo in prestito uno slogan pubblicitario: tutto cambia. Di nuovo.</div>
<div>La &#8220;profezia&#8221; di The Economist, sembra essere stata rispettata:</div>
<blockquote>
<div>“L’innovazione è diventata la religione industriale del XX secolo. Le imprese la vedono come lo strumento chiave per aumentare profitti e quote di mercato. I governi si affidano a essa quando cercano di migliorare l’economia. Nel mondo, la retorica dell’innovazione ha recentemente rimpiazzato quella dell’economia del benessere, presente dal secondo dopoguerra. E’ la nuova teologia.”</div>
<div id="_mcePaste">Economist, 1999</div>
</blockquote>
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		<title>Il &#8220;Made in Italy&#8221; e&#8217; obsoleto?</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 11:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Made in Italy is obsolete?&#8221; è il titolo dell&#8217;articolo di un virtuoso imprenditore italiano che solleva critiche sul marchio, ormai obsoleto, del Bel Paese. L&#8217;intervista la potete leggere qui. Di seguito i punti cruciali per competere nei mercati globali: -combattere l&#8217;evasione fiscale -ridurre il debito pubblico -aumentare la produttività del lavoro -liberalizzare il settore delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Made in Italy is obsolete?&#8221; è il titolo dell&#8217;articolo di un virtuoso imprenditore italiano che solleva critiche sul marchio, ormai obsoleto, del Bel Paese. L&#8217;<a href="http://www.businessweek.com/globalbiz/content/apr2006/gb20060411_066659.htm" target="_blank">intervista la potete leggere qui</a>. Di seguito i punti cruciali per competere nei mercati globali:<br />
-combattere l&#8217;evasione fiscale<br />
-ridurre il debito pubblico<br />
-aumentare la produttività del lavoro<br />
-liberalizzare il settore delle telecomuncazioni, dell&#8217;energia e quello bancario per avere costi più bassi per le imprese<br />
-meritocrazia nella PA e riduzione della spesa corrente<br />
-fare affidamento su prodotti innovativi, sulla ricerca, sullo sviluppo scientifico<br />
-le imprese italiane devono internazionalizzarsi<br />
-esternalizzare la produzione verso paesi a basso costo della manodopera <strong>(SONO NETTAMENTE IN DISACCORDO. Think global, act local.)</strong><br />
-incentivare gli investimenti esteri e la R&amp;S<br />
-sostenere i giovani talenti<br />
-integrazione tra università e imprese<br />
-una banca dati condivisa  sulla conoscenza scientifica e gli sviluppi tecnologici accessibile dalle PMI<br />
-focus, focus, focus sul core business (finanza come mezzo, non come fine)<br />
-stabilità politica</p>
<p>L&#8217;obsolescenza del Made in Italy è convalidata anche dalla modalità di produzione, intesa dal processo di generazione dell&#8217;idea alla sua completa realizzazione tecnica, che viene sempre più adottata dalle imprese: progetazione nel paese di origine, semilavorato in un&#8217;altro, produzione in un altro ancora, distribuzione e così via&#8230; Un vero e proprio &#8220;half-made in &#8230; and half in &#8230;&#8221;<br />
Di seguito un breve cenno del <a href="http://www.dailyblog.it/made-in-italy-france-o-china-tutti-obsoleti-secondo-il-wto-secondo-lamy-ormai-ci-sta-il-made-in-the-world-nellindustria/15/10/2010/" target="_blank">discorso di Pascal Lamy</a>, il direttore dell’Organizzazione mondiale del commercio:<br />
“Il concetto di paesi di origine è diventato gradualmente obsoleto sui beni del manifatturiero – ha detto, secondo quanto riporta un comunicato del Wto – mentre diverse operazioni, dal design del prodotto alla fabbricazione delle componenti, all’assemblaggio e al marketing si sono sparpagliate nel mondo, creando catene produttive globali. Ai giorni nostri sempre più prodotti sono ‘Made in the World’, piuttosto che “Made in the UK’ o ‘Made in France’”. E ovviamente questo vale anche per il “Made in China”, su cui il direttore del Wto ha citato l’esempio dell’iPod. Il popolare lettore musicale di Apple viene sì fabbricato in Cina, ma buona parte del suo valore aggiunto proviene dagli Usa e da altri paesi.</p>
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		<title>Innovazione vs Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 13:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Che il tema dell&#8217;innovazione sia un punto fondamentale sul quale scommettere, rilanciare e investire l&#8217;economia italiana è un dato di fatto. Tutti lo affermano, fin troppo. Tutti rimangono inerti. Propongo alcuni spunti di riflessioni incontrati qua e la nei libri di management dell&#8217;innovazione: Le grandi imprese, non monopoliste, divengono &#8220;the most powerful engine &#8230; of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studioventurini.eu/wp-content/uploads/2011/01/innovation-sprout.png"><img class="alignleft size-full wp-image-813" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="innovation" src="http://www.studioventurini.eu/wp-content/uploads/2011/01/innovation-sprout.png" alt="" width="460" height="358" /></a></p>
<p>Che il tema dell&#8217;innovazione sia un punto fondamentale sul quale scommettere, rilanciare e investire l&#8217;economia italiana è un dato di fatto. Tutti lo affermano, fin troppo. Tutti rimangono inerti.</p>
<p>Propongo alcuni spunti di riflessioni incontrati qua e la nei libri di management dell&#8217;innovazione:</p>
<p>Le grandi imprese, non monopoliste, divengono <em>&#8220;the most powerful engine &#8230; of progress and in particular of the long run expansion&#8230; In th respect, perfect competition is not impossible, but inferior&#8221;</em>. (Schumpeter, 1986)</p>
<p>Riassumendo: la funzione aziendale R&amp;S diviene un impiego a tempo pieno che richiede personale e strutture. Viene vista strategicamente rilevante per il vantaggio competitivo di lungo periodo dell&#8217;impresa.<br />
Viene superata la figura stessa dell&#8217;imprenditore.<br />
Se lo possono permettere solo le grandi imprese.</p>
<p>Concludendo con Nelson:</p>
<p><em>&#8220;Una struttura di mercato dominata da grandi imprese con un considerabile potere commerciale (ma non un monopolio), pur con tutti i pericoli di degenerazione burocratica evidenziati ed enfatizzati dall&#8217;autore, è il prezzo che la società civile deve pagare per assicurarsi un più rapido saggio di progresso tecnologico.&#8221;</em></p>
<p>Ora viene il punto: come farà l&#8217;Italia la cui struttura aziendale si fonda su un modello medio di organizzazione che ha meno di 10 dipendenti (il 93% per l&#8217;esattezza)  il cosidetto family business, a innovare prodotti e processi per competere nel mondo globale? Quali sono le soluzioni? Le reti tra imprese?  La fiom?</p>
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		<title>Buon Natale e Felice 2011!</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 08:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Buon Natale e Felice 2011 dallo Studio Venturini!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Buon Natale e Felice 2011" src="http://deepwarriors.com/wp-content/uploads/2010/11/Merry-Christmas2.jpg" alt="" width="402" height="400" /></p>
<h1 style="text-align: center;">Buon Natale<br />
e<br />
Felice 2011<br />
dallo<br />
Studio Venturini!</h1>
]]></content:encoded>
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		<title>B2C crisi management</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 17:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[B2B crisis management View more presentations from Philippe Roques.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_5610943" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title=" B2B crisis management" href="http://www.slideshare.net/Garyphr/b2b-crisis-management"> B2B crisis management</a></strong><object id="__sse5610943" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=crisismanagementv1-101029124855-phpapp02&amp;stripped_title=b2b-crisis-management&amp;userName=Garyphr" /><param name="name" value="__sse5610943" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse5610943" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=crisismanagementv1-101029124855-phpapp02&amp;stripped_title=b2b-crisis-management&amp;userName=Garyphr" name="__sse5610943" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Garyphr">Philippe Roques</a>.</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Investimenti esteri in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 12:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Grafico degli investimenti esteri in Italia: GUARDA GLI INVESTIMENTI ESTERI File Excel disponibili qui: http://data.worldbank.org/indicator/BX.KLT.DINV.CD.WD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c2/World_map_pol_2005_v02.svg/800px-World_map_pol_2005_v02.svg.png" alt="" width="560" height="313" /></p>
<p>Grafico degli investimenti esteri in Italia:</p>
<p><a href="http://www.google.com/publicdata?ds=wb-wdi&amp;ctype=l&amp;strail=false&amp;nselm=h&amp;met_y=bx_klt_dinv_cd_wd&amp;scale_y=lin&amp;ind_y=false&amp;rdim=country&amp;idim=country:ITA:ESP:GBR:USA:FRA:CHN&amp;hl=en&amp;dl=en#met=bx_klt_dinv_cd_wd&amp;idim=country:ITA:ESP:GBR:USA:FRA:CHN:BRA:DEU:JPN" target="_blank">GUARDA GLI INVESTIMENTI ESTERI</a></p>
<p>File Excel disponibili qui: <a href="http://data.worldbank.org/indicator/BX.KLT.DINV.CD.WD" target="_blank">http://data.worldbank.org/indicator/BX.KLT.DINV.CD.WD</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un controllo mensile &#8220;esatto&#8221;</title>
		<link>http://www.studioventurini.eu/2009/11/un-controllo-mensile-esatto/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>

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		<description><![CDATA[Le procedure extracontabili In realta` la grande maggioranza delle imprese italiane, e` di fatto virtuosa, ma spesso non e` abbastanza organizzata per dimostrarlo. Chi ha partecipato ad assemblee condominiali o semplicemente a riunioni politiche o amministrative di qualsiasi tipo sa bene che le persone che «non sanno» sono diffidenti e che la diffidenza le porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Le procedure extracontabili</h2>
<p>In realta` la grande maggioranza delle imprese italiane, e` di fatto virtuosa, ma spesso non e` abbastanza organizzata per dimostrarlo. Chi ha partecipato ad assemblee condominiali o semplicemente a riunioni politiche o amministrative di qualsiasi tipo sa bene che le persone che «non sanno» sono diffidenti e che la diffidenza le porta a sospettare anche dove non c’e` alcun dolo. Se aggiungiamo al novero di coloro che devono leggere con chiarezza i nostri conti (Banche e Fisco).<br />
Una soluzione pero` c’e` : <strong>impiantare un conto economico mensile progressivo e distribuirlo mensilmente evidenziando tempestivamente a tutti gli interessati come stanno andando le cose</strong>. E` una forma semplificata di «Controllo di gestione», redatto in modo da poter essere compreso anche dai «non addetti ai lavori».<br />
Molti sanno di cosa stiamo parlando e, magari, leggono questo documento ogni mese nella propria azienda, ma poche sono le Pmi che lo redigono in modo rigoroso inserendo i giusti dati progressivi &#8211; attenzione: calcolati ogni mese! &#8211; degli <strong>stock dei prodotti finiti</strong>, dei <strong>semilavorati</strong>, dei <strong>prodotti in corso di lavorazione</strong>, dei <strong>lavori in corso sui cantieri</strong> (correttamente valorizzati!), la <strong>esatta previsione degli insoluti</strong> della clientela, gli <strong>accantonamenti calibrati</strong>, ecc&#8230;Il problema e` tecnico, ma risolvibile aumentando la competenza tecnica di chi redige il bilancio (se lo si fa in azienda) o di chi fornisce i dati a chi redige il bilancio (se lo si fa fare al commercialista, il quale non e` in azienda e certe cose non le puo` sapere!). Insomma con poche procedure extracontabili &#8211; fra l’altro molto utili anche a noi che l’impresa la dobbiamo dirigere &#8211; potremmo avere una situazione economica mensile molto piu` precisa, che, se lo riteniamo opportuno, possiamo mostrare a tutti gli interessati.<br />
Il segreto di un controllo di gestione mensile <strong>«esatto» sta tutto in procedure extracontabili che forniscono dati che non possono venire dalla contabilità</strong> . Che si tratti di una importante costosa Fiera o di un’Assicurazione o di ogni altra spesa che si sostiene una volta sola nell’anno, avremo l’esborso e la relativa ricevuta da registrare in contabilita` soltanto nel mese in cui si verifichera` la spesa. Se l’importo e` rilevante la sua registrazione spostera` il rendiconto mensile e potrebbe accadere che un apparente utile divenga improvvisamente perdita. Soltanto mensilizzando questa spesa e inserendola nel conto prima di ricevere la fattura potremo normalizzare il conto economico e far risultare nella riga destinata all’utile lordo un importo che cresce o cala progressivamente (meglio se cresce!) con regolarita` .<br />
Un imprenditore navigato rispondera` che lui lo sa gia` e non ne ha bisogno. Ma stiamo lavorando per rendere semplice la lettura «ai non addetti ai lavori » ai quali non possiamo far vedere numeri ballerini e spiegare poi a posteriori che «dovevano tenerne conto», stiamo lavorando per acquisire e mantenere la fiducia di gente che lavora con noi, che conta a fine mese e a fine anno su un premio che sta maturando sotto i suoi occhi e che non possiamo fargli vedere crescere mese per mese per poi farglielo scomparire da sotto il naso di colpo.<br />
Se riusciamo a impiantare procedure extracontabili attendibili e precise, non soltanto avremo uno strumento di lavoro piu` completo per la direzione dell’impresa e piu` chiaro per chi lavora con noi, ma anche piu` semplice da leggere per i nostri finanziatori, le cui capacita` di analizzare il nostro bilancio, anche quando sono banche, non vanno sopravvalutate. Senza contare che chi esamina l’aspetto tecnico del nostro bilancio spesso e` un impiegato che non ha potere decisionale, mentre chi decide lo fa sulla base della fiducia. <strong>Un controllo di gestione preciso e accurato, che tenga conto anche degli scostamenti con procedure extracontabili che a fine anno quadrino con le registrazioni e`un elemento di fiducia</strong>. Infine il fisco: le procedure extracontabili non sono in alcun modo suscettibili di essere scambiate con irregolarita` , anzi: distribuendo per competenza le spese sul rendiconto economico costituiscono una ulteriore «quadratura » che dimostra che tutto e` assolutamente regolare. Se poi elaboriamo un budget annuale, lo mensilizziamo e lo confrontiamo ogni mese con il nostro rendiconto economico completeremo il lavoro in modo tale da dimostrare a chi lavora con noi che abbiamo correttamente previsto cio` che deve accadere mese per mese e, quando cio` non accade, avremo immediatamente presente la causa dello scostamento, potremo capirne le ragioni e intervenire con tempestivita` .</p>
<h2>La vera contabilita` dell’impresa</h2>
<p>Personalmente ritengo che per l’imprenditore la vera contabilita` dell’impresa non sia la contabilita` amministrativa e fiscale, che registra su libri bollati l’accaduto a posteriori. La vera contabilita` e` quella che fotografa la situazione aziendale nella sua realta` il piu` presto possibile: il portafoglio ordini e l’andamento della produzione &#8211; che l’imprenditore conosce bene &#8211; permettono di prevedere con precisione il fatturato del mese in anticipo e una spesa inevitabile programmata per domani la si puo` , anzi, la si deve conteggiare (e registrare sulla contabilita` gestionale) fin da oggi. Molti sono i metodi per prevedere con una elevata approssimazione le spese prima di disporre del documento di spesa: la valorizzazione degli ordini ai fornitori ne e` un esempio. Su questo assunto si fonda il budget della piccola e media impresa, che nella sua formulazione annuale non e` una previsione, ma un obiettivo da raggiungere a medio termine. Quando lo mensilizziamo e, man mano che il tempo passa, sostituiamo mese per mese i risultati che stiamo ottenendo all’obiettivo mensile che avevamo previsto, otteniamo <strong>la vera contabilità dell’impresa</strong>, talvolta con uno, due o tre mesi di anticipo sulla contabilita` civilistica fiscale. Le procedure extracontabili di cui abbiamo detto sono lo strumento che rende il controllo di budget mensile la vera contabilita` aziendale. A condizione, ovviamente, che siano esatte.<br />
Ma cosa significa «esatte»? Rispondenti alle norme in vigore oppure alla realta`? Quante volte mi e` successo di entrare in un’impresa nella quale tutte le registrazioni erano ben tenute, ma ove lo stock valeva in realta` meno della meta` di quanto risultava valorizzandolo con i criteri legali! E quante volte non si poteva togliere dall’elenco dei crediti un cliente insolvente perche´ non avevamo ancora elementi legalmente inoppugnabili per farlo! Per non parlare dei lavori in corso la cui realizzazione porta con se´ un recupero di spese fisse quantificabile soltanto quando scattano gli avanzamenti lavori! E, uscendo per un attimo dalla logica del solo conto economico, quante volte accade che il valore reale degli immobili sia ampiamente diverso da quello contabile! E il valore dei macchinari che usiamo, nel caso dovessimo rivenderli o sostituirli? Quanto sono obsoleti? Quanto ne ricaveremo? Quando li dovremo cambiare?<br />
Una volta di piu` si dimostra che <strong>la vera contabilità dell’impresa è nella mente dell’imprenditore</strong> perche´ soltanto lui sa cio` che sta accadendo giorno per giorno nelle vendite, in produzione, sui cantieri ed e` in grado di stabilire quali spese sono veramente indispensabili, quali dilazionabili e quali eliminabili. Aiutandolo a decidere con numeri aderenti alla realta` gli mettiamo a disposizione uno strumento utile anche per illustrare la situazione a chi non ha in mente tutte le informazioni.<br />
In altre parole si tratta di estrarre dalla mente dell’imprenditore la contabilita` e metterla su carta in modo che lui per primo se ne giovi per riflettere e coloro che con lui collaborano o hanno contatti possano seguire l’evoluzione aziendale. Fissare su carta questi elementi aiuta a far chiarezza e quindi ad acquisire quella fiducia che fa si che la gente investa nell’impresa. Perche´ , che si tratti di denaro di un finanziatore privato, di fidi bancari, di crediti da parte di fornitori, o di manodopera e ingegno di collaboratori di valore, si tratta sempre di credito che ci viene concesso sulla base della fiducia che noi e la nostra impresa siamo capaci di ispirare.</p>
<h2>L’uso dei comitati di direzione</h2>
<p>Che si arrivi a una forma di partecipazione dei lavoratori o ci si fermi a una piu` limitata partecipazione dei maggiori responsabili dell’impresa, come gia` accade in molte aziende, il controllo di budget e` la base delle riunioni direzionali periodiche che rendono piu` efficiente il team direzionale. Queste riunioni sono un fattore di efficienza e, contrariamente a quanto pensano molti piccoli imprenditori, non limitano affatto il potere del Titolare (salvo quello di sbagliare da solo!) perche´ le decisioni saranno comunque assunte da chi rappresenta l’impresa a tutti gli effetti e non dai capi settore, che, anche quando sono dirigenti, non hanno responsabilita` dirette nei confronti della societa` umana, ma solo nei confronti dell’azienda e di chi la dirige. Insomma: non si deve mai dimenticare che il diritto di decidere non puo` essere che di chi ha la responsabilita` di firmare i bilanci e puo` anche rischiare la «galera» se le cose vanno male!<br />
Se pero` ogni mese &#8211; meglio ancora ogni settimana &#8211; i collaboratori di vertice si riuniscono in Comitato per esaminare la situazione generale, riferire sull’andamento specifico dei loro reparti, rispondere a domande, formulare suggerimenti, avanzare richieste e, tutti insieme, verificare gli obiettivi dei settori e quelli generali (cio` che li aiutera` a non fare proposte irrealizzabili), avremo la possibilita` di far lavorare il team in sinergia e ottenere risultati migliori.</p>
<table id="EIE" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<thead>
<tr valign="top">
<td id="colEKE" style="border-right: 1px solid #cccccc;">ESEMPIO</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr valign="top">
<td style="border-right: 1px solid #cccccc;">Un esempio semplice, ma concreto, di riunione mensile cui partecipano il direttore generale, il responsabile commerciale, il responsabile della produzione e il responsabile amministrativo, ovvero il controller dell’impresa. Punti dell’o.d.g.:</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr valign="top">
<td align="right">1.</td>
<td>Risultati economici del periodo considerato sotto forma di rendiconto economico mensile progressivo, alias controllo di budget con criteri gestionali &#8211; relaziona il controller</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td align="right">2.</td>
<td>Risultati commerciali dello stesso periodo &#8211; statistiche di vendita e confronti con le previsioni &#8211; relaziona il responsabile commerciale.</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td align="right">3.</td>
<td>Andamento e rendimento della produzione &#8211; relaziona il responsabile della produzione</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td align="right">4.</td>
<td>Richieste di chiarimenti e relative risposte</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td align="right">5.</td>
<td>Suggerimenti e richieste di ciascun partecipante</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td align="right">6.</td>
<td>Decisioni del Direttore Generale</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td align="right">7.</td>
<td>Assegnazione delle responsabilita` nella messa in atto delle decisioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Molti imprenditori considerano queste riunioni inutili perche´ gia` trattano gli argomenti con i singoli capi settore nel corso dei contatti giornalieri. Ma non si rendono conto che cosı` facendo perdono dei vantaggi importanti, quali ad esempio: un’informazione omogenea e uguale per tutti i partecipanti; un’interazione fra i collaboratori in sua presenza e quindi una miglior comprensione dei rapporti fra i responsabili, la creazione e il mantenimento di uno spirito di corpo da parte di tutti i collaboratori di vertice, una crescita professionale di ciascun partecipante e cosı` via&#8230;Il vero problema da affrontare quando si vuole far crescere la propria impresa e` la propria crescita, cioe` la crescita dell’imprenditore.<br />
Per gestire un’impresa senza vincoli basta un solido buon senso e una capacita` professionale nel mestiere che si esercita. Cosı` si e` buoni artigiani e si possono far sorgere ottime imprese. Ma per farle crescere, sviluppare, magari internazionalizzarle e trasmetterle oltre l’arco della propria vita bisogna «far scuola». E il primo passo e` crescere da leader di impresa a leader consensuale, che sa crescere come gestore d’azienda e trascinare con se´ nella crescita i propri collaboratori. Saper guidare un team nel lavoro di gruppo e gestire l’impresa con un controllo di budget gestionale esatto sono i primi passi di un lungo cammino che puo` condurre alle stelle!</p>
<h2>Consigli per l’imprenditore:</h2>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">•</td>
<td><strong>Impiantate</strong> un controllo di gestione mensile progressivo e usatelo come strumento di gestione</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">•</td>
<td><strong>Dotatelo</strong> di procedure extracontabili che registrino valori reali e preoccupatevi che siano mantenute aggiornate</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">•</td>
<td><strong>Usate</strong> questo documento mensile come base per le riunioni di Comitato con i vostri collaboratori di vertice</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">•</td>
<td><strong>Consideratelo</strong> la vera contabilita` della vostra impresa. E ` sulla base della sua lettura che assumete le decisioni!</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">•</td>
<td><strong>Non abbiate paura</strong> (quando siete certi che sia esatto) di diffonderlo a chi condivide i rischi della vostra impresa: collaboratori, banche, finanziatori)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">•</td>
<td><strong>Puntate</strong> ad acquisire una leadership consensuale: saper condurre dei Comitati di direzione e` il primo passo.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Autore: </em><strong>Carlo Federico Montecamozzo</strong><br />
<em>Fonte: </em><a href="http://ipshop.ipsoa.it/scheda.asp?ID=081240000" target="_blank">PMI</a> &#8211; Ipsoa Editore, n. 11/2009</p>
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		<title>Outsourcing 2.0</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 17:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Da meccanismo di controllo dei costi l’esternalizzazione si sta trasformando in sorgente d’innovazione per la capacità operativa dell’azienda È cambiato radicalmente, a causa dell’evoluzione tecnologica e della crisi finanziaria ed economica. Tanto che adesso quelli di Idc, la soceità di analisi di mercato, preferiscono chiamarlo Outsourcing 2.0. Paradossalmente è stata proprio la crisi a dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 28px; font-size: 14px; font-family: Georgia; color: #808080;"><strong>Da meccanismo di controllo dei costi l’esternalizzazione si sta trasformando in sorgente d’innovazione per la capacità operativa dell’azienda</strong></div>
<div style="margin-bottom: 24px; line-height: 18px;">È cambiato radicalmente, a causa dell’evoluzione tecnologica e della crisi finanziaria ed economica. Tanto che adesso quelli di Idc, la soceità di analisi di mercato, preferiscono chiamarlo Outsourcing 2.0. Paradossalmente è stata proprio la crisi a dare l’ultima spinta in modo tale che l’esternalizzazione dei processi aziendali si trasformasse da meccanismo di controllo dei costi in sorgente innovativa per aggiungere valore e innovazione alla capacità operativa dell’azienda. «L’outsourcing oggi offre una serie di possibilità inedite», commenta Antonio Romano, vicepresidente responsabile della ricerca per l’Europa del Sud di Idc.</p>
<p>Il mercato dell’outsourcing, che vale circa 50 miliardi di dollari l’anno, è cresciuto a lungo con tassi annuali fini al 29%, subendo una fisiologica frenata durante la crisi finanziaria. «Ma – spiega Rod Bourgeois, specialista di servizi tecnologici per Sanford C. Bernstein &amp; Company – adesso è prevedibile un rientro nel binario e i tassi di crescita sono già risaliti al 10%».</p>
<p>Un esempio della pervasività dell’Outsourcing 2.0, che non riguarda direttamente le aziende ma che fa capire quale sia la profondità dei meccanismi messi in moto dalle nuove tecnologie di comunicazione che consentono di estendere al di fuori dei confini di un’impresa buona parte delle sue attività, viene dalla Gran Bretagna: David Hargreaves, il guru laburista per quanto riguarda il pensiero strategico sulla scuola e la riforma scolastica, in queste settimane sta completando il “system redesign” della scuola britannica per il ventunesimo secolo. Obiettivo: rendere flessibile, pragmatico, orientato ai giovani e alle loro nuove competenze (anziché ai docenti e solo al patrimonio di conoscenze “old” che provengono dalla loro formazione) il sistema scolastico: costruire cioè un programma scolastico più “on demand”. E, soprattutto, rendere la scuola esternalizzabile, con le competenze di interi dipartimenti e plessi scolastici che possono scivolare in altri a seconda dei carichi di lavoro, o addirittura andare a soggetti terzi: amministrazione, contabilità, gestione delle pratiche, anche conpreparazione di determinati materiali didattici.</p>
<p>Può sembrare fin troppo radicale, ma in realtà deve far capire quale sia la profondità a cui si può spingere l’outsourcing 2.0 anche al di fuori delle aziende. Dato che lasciare a specialisti la gestione della infrastruttura di Information Technology (It), le applicazioni, i processi e via dicendo permette di liberare più risorse in azienda e di focalizzarsi nella risposta ai cambiamenti di mercato.</p></div>
<div style="margin-bottom: 24px; line-height: 18px;">Fonte: limpresaonline.it &#8211; Antonio Dini</div>
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		<title>Banche e Benigni</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 14:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XjEFUJV3eBQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/XjEFUJV3eBQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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